Punkarre Entertainment Zoo II

Bisogna Immaginare Sisifo Felice

“E’ buonissima Papà…”

“Facciamo la serata cinema Papà”

“Sei il papà migliore di tutti”

10 giorni io e te e ora mi sembra assurdo non averti qui.

2 mesi e mezzo incollati uno all’altro e ora mi sembra assurdo non poter parlare con tua madre ogni volta che voglio, mi sembra contronatura poter e dover fare a meno di voi.

Ebbene si, la quarantena avrà distrutto tante famiglie, ci saranno coppie che non avranno resistito al cambio di abitudini, altre che si saranno riscoperte..noi ci siamo cementati, integrati nelle mura di questa casa,che, anche se ci ospita da pochi mesi, sembra essere stata nostra da sempre.

In questi mesi folli, siamo sbocciati.

Ricordo i primi giorni, quelli della paura, del terrore di trovarci di fronte a qualcosa di nuovo che stesse veramente cambiando le abitudini del mondo che avevamo conosciuto,abbiamo digerito ansia a pranzo e cena, sopravvivendo insieme a decine di bollettini delle 18, abbiamo sperato di non vivere la malattia e di non trasmetterla agli affetti, solo immaginando, per fortuna, cosa stesse succedendo nel nord Italia.

Abbiamo affrontato insieme il pensiero che Alice potesse soffrire di tutto ciò e così ogni giorno è stato un nuovo esperimento, una nuova sessione di allenamento olimpionica, di quelle in cui si da tutto solo pensando al possibile traguardo. E giù giochi, percorsi, lavoretti, giardinaggio,film e migliaia di libri. Abbiamo spremuto il tempo che avevamo per tirare fuori il meglio che potevamo. Ci siamo impegnati.Siamo stati bravi e cazzuti. Comportandoci da famiglia per davvero, parandoci le spalle da tutte le preoccupazioni che piovevano ogni giorno fuori dalle nostre finestre e che insistevano al nostro portone.

Un pò ne sono fiero. E per questo ora mi sento solo e un pò svuotato. Anche se proprio questa sensazione di stanchezza è la motrice delle mie riflessioni, è lei che mi fa pensare che in un modo o nell’altro possiamo affrontare quasi tutto, dimostrandoci all’altezza della vita che abbiamo deciso di vivere.

Eh già..perchè mi rendo conto solo ora, che abbiamo deciso di non accontentarci di una vita qualsiasi. E Alice questo già l’ha capito. Già vuole le cose a modo suo.

Facciamo sacrifici tutti i giorni,economici e personali per poter godere insieme dei nostri successi.Eh già, perchè il fallimento non è contemplato, ma solo una parte fisiologica di un percorso che sicuramente non ci porterà a diventare ricchi, ma orribilmente e assolutamente felici.

Felici perché scegliamo tutti i giorni, mettendo montagne di cerotti, rimarginando ferite che sembravano letali e che invece sorprendentemente guariscono, e seppur lasciando cicatrici visibili come tatuaggi, non sono mai motivo di arresa o di cambio di rotta.

E’ durante questa pandemia che ho ottenuto i primi turni da primo reperibile, quelli che chiedevo da anni, è durante questo periodo che ho iniziato la chirurgia oncologica che voglio fare nella mia vita ed è solo ora che mi sento, probabilmente anche per l’età che avanza, un riferimento per le persone che conosco.

Da poche settimane, sei andata via, aprendo al di fuori di ogni logica imprenditoriale, un ristorante al mare in piena epoca Covid. E’ una cosa che avrei fatto io e per questo sono innamorato di quest’avventura, il coraggio di scegliere, di sbagliare, di scommettere è qualcosa che non può mancare nella vita. O almeno in quella che ho pensato per noi.

Per cui so che ci sarai nel prossimo momento in cui fuggirò incazzato nero dall’Isola dei miei incubi e sai che ci sarò quando l’ennesima sventura metterà a repentaglio il tuo lavoro o la tua carriera.

Perchè oramai ne abbiamo passate tante, ce ne possiamo aspettare altre..ma soprattutto siamo già pronti a ripartire, come palline impazzite di un flipper, lanciate nel mondo come asteroidi impazziti, impariamo dalle collisioni e sono sicuro che non guarderemo il punteggio, ma ci divertiremo come pazzi durante la partita.

Nel pieno del Marzo di terrore, un amico più unico che raro,Cocco del mio cuor, ha voluto mandarmi un messaggio che ha completamente cambiato il mio guardarmi allo specchio mentre mi lavo i denti.

Me lo ripeto quando apro il frigo in cerca di nulla, me lo ripeto mentre mi insapono le mani prima di andare in sala operatoria, è diventato un mantra.

“Se vi è un destino personale, non esiste un fato superiore o, almeno, ve n’è soltanto uno, che l’uomo giudica fatale e disprezzabile. Per il resto, egli sa di essere il padrone dei propri giorni. In questo sottile momento, in cui l’uomo ritorna verso la propria vita, nuovo Sisifo che torna al suo macigno, nella graduale e lenta discesa, contempla la serie di azioni senza legame, che sono divenute il suo destino, da lui stesso creato, riunito sotto lo sguardo della memoria e presto suggellato dalla morte. Così, persuaso dell’origine esclusivamente umana di tutto ciò che è umano, cieco che desidera vedere e che sa che la notte non ha fine, egli è sempre in cammino. Il macigno rotola ancora. Lascio Sisifo ai piedi della montagna! Si ritrova sempre il proprio fardello. Ma Sisifo insegna la fedeltà superiore, che nega gli dei e solleva i macigni. Anch’egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.”

Albert Camus, il mito di Sisifo.

Probabilmente morirò sotto una montagna di debiti, infelice per non aver ottenuto quello che speravo, ma non lo saprò mai se non avrò costruito ogni giorno qualcosa, se non avrò dato attenzione ai miei pazienti, a mia figlia, a mia moglie,ai miei amici.

Sembra assurdo ma curare per mesi le piante in terrazzo mi ha dato la profonda percezione che le attenzioni che si mettono in gioco fanno la differenza. Quindi preferisco aver creduto ciecamente in un progetto che forse si avvererà o forse no,ma è lì da qualche parte e vivere ogni giorno con entusiasmo, senza il pensiero di sprecare il proprio tempo è l’unica forza motrice di cui ho bisogno.

Sembra il 31 dicembre di un anno qualsiasi, ho tanti propositi in testa. Nana sotto i miei piedi che sonnecchia ascoltando Ella Fitzgerald e il ticchettio della tastiera, un acacia gigante salvata da un vivaio in cui era abbandonata e degli strani pappagalli a farmi compagnia.

Ho quei turbamenti meravigliosi che ti mettono in moto il cervello che ti fanno sentire sveglio, presente a te stesso.

Mancate solo voi, ma vi perdono, perchè siete al fronte, a combattere per la nostra piccola e sgangherata repubblica.

Questa voce è stata pubblicata il 08/06/2020 alle 14:01 ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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