Punkarre Entertainment Zoo II

The Jewish Surgeon’s chronicles. Ep:1.

I giovani papà sono riconoscibili in mezzo ad una folla di coetanei, serve un occhio attento, è vero, ma sono davanti a voi e urlano aiuto in silenzio.

Eh già, l’inferno vero, lo vivono le mamme, 24h su 24 h con i propri figli, l’estraniamento totale, la schizofrenia dietro l’angolo e in un secondo cominci a parlare con il ficus del salotto o con quel bel quadro ereditato da nonna che ora finalmente si rende utile e comincia a dirti cosa è giusto e cosa è sbagliato. Malnutrite, malvestite, stanche, con il poncho della depressione post-partum sempre sulle spalle anche in pieno agosto, hanno abilmente piazzato un intreccio di mine sotto quel laminato di parquet che pensavi di poter calpestare scalzo e senza pensieri e che invece no, prima scricchiola e poi ti fa brillare come una cometa in pieno salotto alla sola domanda “com’è andata oggi?”.

I papà invece lavorano, stanno fuori casa tutto il giorno beati loro. Che cazzo gli frega no?…brillanti come folgori sfrecciano sui loro scooter fiammanti sul loro posto di lavoro dove sono stati giustamente appena promossi, e  dove in un clima di goliardica amicizia inanellano supercazzole fino all’orario di stimbratura.

Si, immagino che dovrebbe suonare così.

Però la vita del chirurgo ebraico in questo periodo è un tantino differente.

Martedì, ore 18: Alice dorme come un angioletto, il ciuccio non si sa come le si è conficcato sotto il collo e sospetto infatti che in realtà non dorma ma sia svenuta per effetto della compressione sul seno carotideo. Poco male, l’altra carotide dovrebbe pomparle sufficiente sangue per non diventare ebete, per cui sbrachiamoci sul divano e cominciamo a cercare alberghi per la settimana bianca, cardigan, una nuova auto familiare, la maschera nera per i punti neri, un ‘aspirapolvere rotante, tatuaggi, corsi e master in giro per l’Europa che non faremo mai.

Dopo 15 minuti di relax totale Alice si sveglia, lei non rompe mai i coglioni, è un angelo di figlia, ma dorme un pò come le donne la danno agli uomini, decide lei dove e quando.Pertanto, mi giro verso Fede, la guardo, e le sussurro, “pensa che io devo ancora cominciare la mia giornata”…”Bè perché sei stanco??Oggi ci siamo riposati tutto il giorno”.

Si amore, certo amore, hai ragione amore. Sono stanco che Dio mi si è schiantato sopra.

Il passaggio dalla vita di coppia alla vita di famiglia è una traversata dell’atlantico in un kayak di decathlon. Il potenziale per rivedere la terraferma c’è, solo che sembra tanto lontana e arriverà dopo qualche migliaio di ribaltamenti.

Così faccio lo zaino: pc, libri per sopravvivere una settimana, loacker, caricabatterie, spazzolino, cambio mutande e dopo aver baciato le mie tre gioie esco di casa convinto che non sono stanco.Non ne ho motivi.

La nomentana alle 19:15 è un torrente incazzoso di scooter e auto che tornano a casa e io incrocio gli occhi di più persone possibili, voglio vedere gli sguardi di chi ha staccato e ora si gode il suo tempo libero.Gente spalmata sui cruscotti, ipnotizzata dai cellulari o con lo sguardo fisso di chi sta raccogliendo informazioni dalla radio e a breve elaborerà una strage. Io sfreccio in senso opposto, strade libere come un Dio giusto provvederebbe a dare,ogni giorno, a qualsiasi ora e un pò come un giustiziere arrivo in ospedale prendo il mio bel cercapersone 46 e vado a cambiarmi nello spogliatoio. Tranquilli stanotte, il guardiano sono io.

La prima cosa che ho imparato in quest’ospedale del centro di Roma è che Tranquillo è finito male e lo sanno proprio tutti. E infatti ancor prima di essermi tirato su le brache verdi della divisa mi chiamano in Ps per consulenza chirurgica.

Bene, alla fine è il tuo lavoro..che cazzo pensavi di venire qui con il pc e i libri a rilassarti? no, zitto e scendi in PS. Ma prima attraversi il reparto e il paziente del letto 19,seduto in poltrona, abbassa il giornale per salutarti. “Allora ammiraglio come andiamo?” “Insomma, benino, però c’ho avuto un pò di febbre e m’è cominciata un pò di tossetta senza catarro, bah..m hanno visitato poco fa dicono che va tutto bene..” “Va bene, stai tranq…ahmmm…riposati, tra un pochino ti rimettono l’aerosol e domani se continua, facciamo un RX.Scusa ma devo scendere in PS”.”Ciao Dottò.”E lo sento dire, mentre mi allontano, ai nuovi malati della stanza, quello è il mio dottore.Fiero e divertito scivolo giù per le scale in pronto soccorso trovo un paziente di 50 aa cameriere, dolore inguinale dx fisso, eco ernia inguinale intasata, mi metto li a manipolare un pochettino e l’ernia rientra in addome. Scongiurata l’urgenza, avviso il signore che lo metterò in lista per operarlo e che deve sta tranq..azz…sereno, che con l’intervento il problema si risolve definitivamente. Torno su in reparto e passo un paio d’ore in giro per siti di società scientifiche a cercare congressi e corsi da fare nei prossimi mesi, una specie di viaggio extrasensoriale tra il chirurgo che sono e quello che vorrei diventare che si conclude alle 22:30 quando bruscamente mi ricordo che c’è la Champions League e questo è l’unico ospedale del mondo con Mediaset premium in chiaro.

Alle 23 mi chiamano dal PS di nuovo e spezzano l’incantesimo degli highlights di Champions League, le interviste e la moviola e mi sento come un bambino a cui cade il gelato appena comprato.

In ps un allegro 78 enne aveva deciso di salire su una sedia per appendere un quadro, non essendo più agile come si ricordava è caduto come le sequoie abbattute in Montana sullo spigolo di una scrivania con il suo emitorace sinistro proprio tra l’XI e XII costa, meraviglioso spartiacque tra lesioni della milza, fratture costali, pneumotorace, traumi renali, lacerazioni diaframmatiche. Il signore racconta l’episodio così divertito che rassicura un pò anche me sulle sue condizioni, eco fast addome negativa per sanguinamenti, all’RX diretta torace piccola faldina di pnx apicale, il paziente compensa, lo dreno non lo dreno? peggiorerà? mah..me lo ricovero e vediamo..”qualche giorno  di osservazione e la mandiamo a casa, sembra meno di 2 cm la quota d’aria, il polmone non sembra risentirne, ci farà compagnia qualche giorno e poi la rimandiamo a casa per la gioia di sua moglie.” Esclamo sicuro.”Tenetevelo dottò”risponde subito la moglie,” che questo crede de avè ancora 30anni,e invece come se move fa danni…devi sta bono..te lego a letto quando torni!”…”Amore mio quei tempi là so passati pe davero,mo come me leghi m’addormento…se attacco i quadri è perché nun c’ho de meno da fa’!”. Tra le grasse risate innamorate mi sento un terzo incomodo e torno su in reparto nella mia stanzetta.

00:30 Mi ferma un infermiere in corridoio, “ao dotto quello del 19 se lamenta de sta tosse,che famo?”…”e rifaje l’aerosol dico io,tanto gli antibiotici già li fa.. se sarà fatto una bella polmonite…”.

Tempo di fumarmi una sigaretta sulla terrazza, guardando le macchine che sfrecciano sul lungotevere piene di ragazzi che cantano qualche decadente successo contemporaneo, mi lavo i denti e mi infilo sotto le pezze.

2:30 Driiiinn Driiiinn…”Eh..” “Dottò corra qua che er 19 c ha na tosse squassante e non je la fa più…”.”Ok arrivo”.Ma dentro di me penso a tutte le pubblicità Levotuss,Boccasana,Sciroppi alla minchia e miele, dateje tutto..ma fateme dormi mezz’ora.

Il mio povero paziente non tossiva, lottava per respirare, i polmoni erano pieni di liquido, il suo cuore fragile si era scompensato ed era in edema polmonare..ma va bene ne hai affrontati tanti..”prendetegli i parametri,metteteje il catetere e gli faccio un emogas”. Dai di Solumedrol e Lasix..ma niente non risponde minimamente, satura 70% e faccio molta fatica a tranquillizzarlo. Provo a broncoaspirarlo ma non c’è catarro, è liquido nei polmoni e impedisce gli scambi gassosi,lo devo scaricare con i diuretici e i nitrati..ma continua a peggiorare…non risponde..

Chiamo l’anestesista che arriva rapidamente e chiede anche ECG ed enzimi cardiaci, mette il diuretico in pompa e insieme leggiamo l’emogas che appare incompatibile con la vita. Ma lui è ancora li con noi, è in acidosi metabolica, cominciamo a fare bicarbonati come farina in un impasto per torte per 40 persone. Nulla continua a peggiorare.

“Driin” “Scendere in PS per consulenza urgente, paziente peritonitico.”Eccheccazzo. E mo?Guardo l’anestesista sicuramente più utile di me e scendo in PS, come si scende dalle scale di servizio durante gli inseguimenti e trovo questo simpatico 80enne con la moglie truccata e piena di perle che gli tiene la mano.

“Un dolore fottuto dottore!” Bene, ottimo, non sa io quanti cazzi che ho io.Febbre da tre giorni, dolori sovrapubici mal definiti, bianchi e pcr in aumento.Qualcosa c’è. L’addome è peritonitico fottuto, sono sicuro lo dobbiamo portare subito in sala.Chiamo la radiologa e le chiedo una TC e come sempre mi risponde che non serve, che lo posso ricoverare e che   posso fargliela domani mattina. Io insisto che lo devo portare in sala e che almeno deve farmi un eco..perchè sicuro troverà liquido e magari semplicemente un’appendicite..

Vada per l’eco e bingo ha un salame di appendice infiammata..ma probabilmente perforata visto l’addome orribile e il dolore ingestibile. Avviso il mio caro nonnino e la moglie perlacea che ci sarà da volare in sala nella notte, preparo tutto e avviso i colleghi reperibili della notte che mi chiedono di arrivare alle 5 del mattino così poi possono continuare la giornata di lavoro.Si può fare..liquidi, antibiotici e antidolorifici, il nonnino attende il suo turno sempre per mano alla duchessa.

Torno in reparto sono le 3:30,speriamo l’abbiano intubato e se lo siano portato in rianimazione..penso tra me e me…e invece arrivo in stanza con il malato in arresto cardiocircolatorio e do il cambio sulle compressioni toraciche all’infermiere distrutto sotto lo sguardo dell’anestesista più incredula di me…40 minuti di adrenalina,bicarbonati.Niente. Alle 4 e 10 dichiaro il decesso e cerco di chiamare i parenti che purtroppo non ha. Trovo il numero di un amico, che mi risponde “Az mi dispiace, che devo fare devo venire?”.Bah..faccia come vuole…( tanto qui va tutto a puttane..).Compilo tutta la burocrazia del caso incazzato come una bestia, non doveva andare così, vaffanculo cazzo, che lavoro di merda..stavi bene, leggevi il giornale in poltrona vaffanculo…vaffanculo..che cazzo..

Torno in PS a preparare l’urgenza e in quel momento irrompe un paziente ubriaco come una merda con il naso sanguinante che bestemmia e urla come un ossesso sputando sangue sui vetri e dando calci ovunque placcato per fortuna da due poveri carabinieri. Il silenzio rispettoso del pronto soccorso, spaccato da un paranoico imbecille che se la prende anche con le persone che dovrebbero aiutarlo.

La duchessa è inorridita, non pensava che queste cose esistessero nella realtà, così le spiego che il mondo va così, che ogni notte arriva un ubriaco, un accoltellato,un aggredito, il mondo è un postaccio ma vale la pena svegliarsi ogni mattina e andare in trincea. Rinvigorita dalle mie rassicurazioni sul fatto che il suo distinto marito non avrà nulla a che fare con il suddetto ubriacone gli spiego i rischi dell’intervento che andremo a fare e mi volatilizzo in terrazza.

Sono le 5 del mattino il lungotevere sembra una strada di periferia e il Tevere fa finalmente da padrone con le sue rapide sul rumore del traffico. Sigaretta di rammarico e vaffanculo scendo in sala a prendermi i vaffanculo degli strumentisti.

Arrivano i colleghi reperibili, anche loro mi mandano a cagare perché chiamati alle 3:30 e giunti alle 5 ad operare. Saluto il nonnino e porto la fede alla duchessa che aspetta fuori. “Tra un pò le riporto anche il resto..”. Sorride la duchessa,”Eh speriamo..aspetto qui..”.La duchessa sola seduta una panca nei sotterranei dell’ospedale alle 5 del mattino è. una delle immagini più strazianti della serata. Sono un testimone costante che l’unica cosa che conta al mondo è l’amore. L’amore e andare in pronto soccorso quando hai dolore, anche quello è molto importante.Non 3 giorni dopo.Infatti ci troviamo di fronte un’orribile peritonite e fresco come una rosa mi lavo anche io a dare una mano.Una puzza di putrefazione accompagnerà la mia mattinata incarcerandosi nella mia barba come quel balsamo che mi scordo sempre di mettere.Vaffanculo.

Sono le 8 meno un quarto e  mi slavo, avviso la duchessa che va tutto bene e do le consegne al mio cambio. “Nottataccia eh?” “Eh…”.

Perché la realtà è che questa è stata una notte qualsiasi, siamo talmente insensibili al dolore, alla morte, alla merda , al sangue, tutto è normale. Tutto è regolare.

Non oggi, non stavolta, la stanchezza è davvero troppa. Tante guardie, poca sala operatoria, tanta frustrazione e poca soddisfazione personale, esco dall’ospedale lanciando il cercapersone 46 al portiere.Vaffanculo.

Vaffanculo ai carabinieri appostati in sinagoga,vaffanculo a questi cazzo di sampietrini di merda,vaffanculo al milite ignoto, vaffanculo a quella cavalla estone che attraversa sulle strisce come un capriolo sulla statale, vaffanculo al bersagliere di porta pia, vaffanculo a questo flusso ininterrotto di zombie in fila per andare a lavorare. Io ho dato tutto. vaffanculo a questa catena e al casco che non entra nel sottosella al primo colpo.

Vaffanculo.

Poi apro la porta di casa e trovo questo.

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Mi viene da piangere per l’amore che mi scoppia nel petto. Loro sono lì, nel letto, al sicuro da tutto e non sanno nulla di quello che c’è fuori. Mi sento benedetto e quei vaffanculo mi si strozzano in gola. La stanchezza è sparita, voglio loro, ho bisogno del loro contatto. Un pò mi sento di averle protette.

E’ vero in questo periodo sono stanco più del solito, ma è che ora ne ho una in più da difendere. Per cui resti il mio alter ego di papozzo zombie, nella realtà sono un filtro ai vetri delle vostre finestre.

Siete bellissime.

Ora mi spoglio e mi infilo sotto le coperte voi. Ah si, prendo un tavor per dormire. Ci rivediamo tra qualche ora (in questo caso furono 9). Ma si sa che ognuno ha i suoi tempi di recupero.

Siate pazienti con i giovani papà, perché è vero che non sono le mamme, ma anche loro ce la stanno mettendo tutta.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 21/10/2017 alle 19:34 ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

Un pensiero su “The Jewish Surgeon’s chronicles. Ep:1.

  1. Mi hai fatto piangere. Quante emozioni nelle tue parole.

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