Punkarre Entertainment Zoo II

21 Luglio 2067, ore 5:12 del mattino.

21 luglio 2067, Ore 5.12 del mattino,

impercettibili radiazioni ultraviolette penetrano timide le persiane, ermeticamente sigillate, al terzo piano di via picco dei tre signori 20.

Come una scarica d’adrenalina, il sole che sorge, spalanca le palpebre del sempre più insonne Picozzi, oramai abituato a dormire 52 minuti per notte, allineandosi così alla media dei predatori notturni quali la Civetta nana dell’Appennino e il pipistrello peloso delle grotte marine di Capo Palinuro.

Come ogni mattina negli ultimi 50 anni, cerca invano di svegliare la sua dolce metà, che giace in stato di semi incoscienza avvoltolata tra le lenzuola.

Rassegnato, ritrova una sensazione di pura soddisfazione solo inforcando le sue Champ prese a Ischia nell’estate 1995 e stringendo in vita ,a mo di kimono samurai, la sua vestaglia blu Dopplenganger collezione uomo.

Appropinquandosi lungo il corridoio verso la cucina, viene, come ogni mattina, spalleggiato da Toulose Lautrec, splendido esemplare di gatto delle foreste norvegesi regalato a Silvia in un attimo di pura debolezza e ora suo prezioso e indispensabile confidente.

Quotidiana lacrimuccia nell’ascoltare il caffè uscire dalla moka Bialetti del corredo del matrimonio, il Picozzi esegue il suo solito rituale, bevendo il suddetto caffè nel corridoio delle avventure.

Oltre 100 mq di fotografie provenienti da ogni angolo del globo, tra le quali spiccano: Silvia che da da mangiare ai Panda nel parco dello Xi an, foto abbracciato al capitano Radinski nell’estate passata in un sommergibile a largo delle coste Siberiane, brindisi in salotto di lusso per l’insediamento di Nkufo, nuovo Dittatore della Sierra Leone, gita a cavallo nella Pampas per il weekend lungo di Pasqua, momento di preghiera a Varanasi poco prima dell’attacco delle scimmie, scampagnata con annesso fotosafari in Antartide sulle tracce della gallinella di mare per le loro nozze d’argento.

In quel momento avviene l’incontro in corridoio della nostra amata coppietta: 300 secondi di mitragliatrice logorroica picozziana che si scontra con un muro di sonno nel risveglio della dolce Silvietta, che , come ogni mattina, è usuale confrontare le generalità presenti sul certificato di nozze con quelle dell’inquilino in ciabatte che pascola in casa sua.

E come ogni mattina, una volta riconosciuti, si baciano e si dicono che si amano.

Esauriti i 3 secondi di smancerie che Picozzi ritiene sufficienti per un rapporto di coppia soddisfacente, nuovo giro nel corridoio delle avventure, questa volta con consorte smemorata e rilettura in chiave eroica di ogni viaggio, seguita da rapida vestizione e fuga fuori casa.

“Stefano perchè siamo in autobus alle 8 di mattina di domenica?” mai domanda fu tanto costante quanto appropriata.

“Andiamo a Trastevere per la mostra fotografica sul neo realismo molisano, me l’avevi promesso..”

Silvia sospira, ma è un sospiro di appagamento, si sente di nuovo a casa.

Quello strano personaggio che le si siede a fianco e che bofonchia qualcosa riguardo un ragazzo senza biglietto appena salito, le ha riempito il cuore, gli occhi e la vita, facendole scoprire mondi sconosciuti e preziosi.

Hanno avuto una vita piena e questo è il suo linguaggio d’amore.

Per dirti ti amo, Picozzi o ti porta a vedere un film di Truffaut in un’arena al Quarticciolo o ti fa assaggiare un ricercato e carissimo pecorino stagionato.

Picozzi dal canto suo sa che sta affrontando il viaggio con l’unica persona al mondo in grado di stargli a fianco e che quell’infatuazione divenuta amore, è oggi, pura venerazione.

Con Silvia si possono attraversare i deserti e allo stesso tempo si può progettare il futuro, ci si può stordire di vino e compilare un 730.

Silvia è la cosa migliore che, mio caro Picozzi, ti potesse capitare.

Insieme sono costruttori e collezionatori di ricordi, sono due Indiana Jones travestiti da avvocato e da maestro, vivono all’avventura, ma quella vera, ossia si svegliano al mattino senza avere paura.

La giornata vola via veloce, giusto in tempo per passare da Guarino’s a prendere un dolce, oggi li aspettano a pranzo i loro figli Elena e Ciro con le rispettive armate scalmanate di nipoti per festeggiare queste nozze d’oro.

Traguardo di cui in realtà i Renzi Picozzi nemmeno si ricordano, così indaffarati da oltre 50 anni a guardarsi negli occhi, a condividere tutto, a non perdere nemmeno un minuto, perché hanno capito dal primo giorno insieme, che il tempo, segue le sue regole e non ti avvisa quando porta via le persone che ami.

Oggi è il 21 luglio 2067 e state cenando, sorseggiando un verdicchio ghiacciato sul terrazzo di casa.

Un urlo squarcia la vostra quiete,“Picozziiiii!!!”

Stefano alza gli occhi al cielo e sorride, “A Si,so loro, affacciate!”

La famiglia Nardi con sempre più cani al guinzaglio vi reclama dalla strada per la consueta passeggiata serale nella speranza di raggiungere la gelateria, fattasi negli anni, sempre più distante.

Del gelato, lo sapete tutti, non ci è mai importato nulla.

Non so dire da quanti anni ci conosciamo, ma posso dirvi che ci saremo quella sera, tra 50 anni, pronti a passeggiare insieme, ricordando piccole e grandi imprese, perché alla fine della storia il senso di tutto, per noi e per voi, è tutto lì.

Auguri famiglia, vi aspetta uno spettacolo incredibile.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 23/07/2017 alle 13:04 ed è archiviata in Uncategorized. Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

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